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Frattini e le moscheeUn preoccupante linguaggio e una logica da scontro di civiltà
di Bruno Cellini, cristiano cattolico; Mariana Curuescu, cristiana ortodossa; Paolo Gianardi, cristiano protestante; Robert Malecki, cristiano cattolico; Falilou Ndiaye, musulmano
AGLI ORGANI D’INFORMAZIONECon amarezza apprendiamo che il vicepresidente dell’esecutivo dell’Unione europea, Frattini, sulla scorta delle indagini - tuttora in corso - a carico delle moschee di Perugia, generalizza arbitrariamente il sospetto a tutti i luoghi di culto frequentati da musulmani, presentati all’opinione pubblica europea come luoghi di incitamento e addestramento al terrorismo. Noi desideriamo che le indagini facciano il loro corso con trasparenza e rispetto dello Stato di diritto. E troviamo preoccupante il linguaggio e la logica da scontro di civiltà, dispiegati da Frattini. Se questo fosse il volto che l’Europa presenta a milioni di musulmani e ai cittadini migranti, l’Europa tradirebbe i valori più alti della propria civiltà, che invece devono crescere nel rifiuto della guerra e del terrorismo, nell’accoglienza, l’incontro e la convivialità delle culture e delle fedi. La nostra esperienza personale di amicizia e fraternità ci dice che è possibile e bello fare esperienze di comunione di valori umani condivisi, per costruire un’Europa ancorata intensamente e coerentemente alle proprie radici religiose e laiche di libertà e uguaglianza; un’Europa non solo solidale, ma aperta ad altri uomini e donne, a esperienze religiose e di vita diversificate. Un’Europa che non sia solo quella dell’economia e dei mercati, ma della comunanza di valori umani, i quali trovano ampio fondamento in tutte le religioni.Follonica (GR), luglio 2007Bruno Cellini, cristiano cattolico; Mariana Curuescu, cristiana ortodossa; Paolo Gianardi, cristiano protestante; Robert Malecki, cristiano cattolico; Falilou Ndiaye, musulmano
Articolo tratto da www.ildialogo.org
"Roma, 29 mag. (Apcom) - Libertà di indossare il velo per le donne islamiche che vivono in Italia, ma il loro volto dev'essere scoperto. E' l'obiettivo di un progetto di legge presentato oggi. A promuoverlo sono solo parlamentari donne, tra le quali le 'teodem' Emanuela Baio e Paola Binetti e la senatrice Franca Rame dell'Italia dei valori. "Indossare il 'burqa' lasciando il volto scoperto sembra un buon modo per integrare e rispettare le culture religiose di ognuno senza perdere di vista la necessità di tutelare e garantire la sicurezza di tutti", si legge nella presentazione che accompagna la proposta di legge. "Oggi non ci può essere integrazione se non c'è sicurezza. Sicurezza per tutti, per gli italiani e per gli stranieri", ha detto la sottosegretario alla Solidarietà sociale Cristina De Luca intervenendo ad una conferenza stampa che si è svolta oggi presso i locali del Senato, nella sala Capitolare di palazzo Minerva, a Roma. "La certezza dei diritti si deve accompagnare alla chiarezza dei doveri", ha aggiunto. "Bisogna andare incontro alle altre culture senza paura di rinnegare la propria", ha chiosato la senatrice Binetti. Il progetto di legge fa propria e generalizza una circolare del ministero dell'Interno del 2000 che impediva "l'uso in pubblico di capi d'abbigliamento idonei a travisare i tratti delle persone che li indossano" e punta a modificare una legge del 1975 "in materia di tutela dell'ordine pubblico". Il testo consta di un solo articolo, che recita: "Negli istituti scolastici pubblici e parificati, di ogni ordine e grado, in tutti i luoghi pubblici o aperti al pubblico, i segni e gli abiti che, liberamente scelti, manifestino palesemente l'appartenenza religiosa dei soggetti, devono ritenersi parte integrante degli indumenti abituali e concorrono, nel loro insieme, ad identificare chi li indossa, a condizione che la persona mantenga il volto scoperto e riconoscibile". L'ambasciatore Mario Scialoja e la signora Souad Sbai, membri della consulta per l'islam in Italia in funzione presso il ministero dell'Interno, hanno espresso in conferenza stampa il loro favore al progetto di legge."
Un piccolo, nuovo comitato, con tanta voglia di fare, se Dio vuole, qualcosa di buono per l' Islam. Un gruppo ancora poco numeroso di donne che inshaLlah ha intenzione un giorno di diventare un' associazione vera e propria, per contribuire a far conoscere il vero Islam, studiandolo ovviamente a priori, per fare in modo di apprenderlo correttamente e di presentarlo nella maniera più giusta agli altri. Un gruppo di donne che, ce lo auguriamo con tutto il cuore, aumenterà la sua fede grazie a questo progetto e che contribuirà a far conoscere l' Islam vero, non quello dei quaqqaraqquà; donne forse ancora un po' caotiche e disorganizzate, ma con la voglia di andare avanti e di migliorare, a Dio piacendo.
Alle sorelle e ai fratelli quindi chiedo:
per favore, fate du'à per il nostro neonato
COMITATO DONNE E MAMME MUSULMANE DELLA LIGURIA
e venite a visitare il nostro blog
www.donnemammemusulmane.splinder.com
Speriamo con tutto il cuore che questo progetto faccia piacere ad Allah l' Altissimo, che vada avanti e si sviluppi nel migliore dei modi, che sia utile a molte donne in difficoltà e non, curiose e non, con voglia di apprendere e di capire, o con la semplice intenzione di fare quattro chiacchiere fra ragazze...
As salam alaykum wa rahmatuLlah wa barakatu.
Times 6 Giugno 2007: è probabile che il nome Muhammad raggiungerà il primo posto tra i nomi più popolari in Gran Bretagna l’anno prossimo, secondo una ricerca pubblicata nel giornale inglese “The Times”.
Adesso il nome Muhammad è il secondo nome popolare dopo il nome Jack in Gran Bretagna.
Si scrive il nome Muhammad in diversi modi nelle lingue latine secondo l’origine della famiglia, il posto dove vive, e come lo pronuncia.
Risultano i numeri del ufficio nazionale della statistica, che 5991 bambini sono stati chiami Muhammad, mentre 6928 per il nome Jack nell’anno 2006.
Il giornale indica, che con la crescita del 12% nell’anno 2006, il nome Muhammad raggiungerà il primo posto l’anno prossimo.
Spiegano alcuni specializzati che l’avanzamento del nome Muhammad viene dalla crescita delle famiglia musulmane in Gran Bretagna, secondo una risorsa i musulmani sono 1.5 milioni cioè 3% dal totale del popolo.
fonte: http://www.timesonline.co.uk/tol/news/uk/article1890354.ece
As salam alaykum, vi invio un annucio da parte di dar al tarjama, il gruppo di traduttori volontari che si occupa di tradurre i testi di vari sapienti musulmani (es. Amr Khaled). Avrebbero bisogno inshaLlah dell' aiuto di nuovi membri, magari da reperire fra qualcuno di voi. Il lavoro è volontario ma credetemi: si guadagna tantissimo in sapienza, mashaLlah, e, se Dio vuole, in ricompense in questa e nell' altra vita!!!! Baraka Allahu fikum, salam. Il Convoglio Italiano (Dar Al-Tarjama) ha bisogno di traduttori e sopratutto correttori che svolgano del lavoro volontario per ulteriori informazioni visita www.daraltarjama.com o scrivi a dar_altarjama_italian@gawab.com Requesiti: un buon livello in lingua araba o inglese, e un ottimo livello in lingua italiana. La traduzione o correzione avverrà dalla lingua araba e/o inglese alla lingua italiana. Per partecipare contatta (dar_altarjama_italian@gawab.com). Per conoscerci meglio visita il sito web http://www.daraltarjama.com/dt_it/